Dal giovane Werther al giovane Poggi Marco
Navigando su internet mi sono imbattuto in un sito, in pratica la pagina Web dell’autore di romanzi Marco Poggi http://www.myspace.com/marcopoggi.
Sprovvisto di informazioni su di lui ma incuriosito dalle foto, ho continuato a leggere e mi ha stupito il fatto che Poggi l’autore e protagonista (a quanto pare) si ispiri credo ai “dolori del giovane Werther”.
In quello che scrive c’è molto dolore interiore, per esempio il suo primo romanzo scritto a soli 17 anni “Diario dei miei 17 e 18 anni” edito da Zoe, è una sorta di epistolario lettere in cui l’autore descrive l’angoscia insomma quello che prova il protagonista, quando si scopre gay.
La sensazione di sconforto che ho provato leggendo la frase “…oggi è il mio compleanno e nessuno si è ricordato di me, non ho ricevuto nulla, neanche un bigliettino di auguri o un mazzo di fiori…” mi ha colpito fino al punto da spingermi oltre nella lettura del romanzo.
Lessi nel diario di Poggi che all’età di 17 anni si scopre omosessuale e si imbatte, prima con una sorta di orco poco convinto di se stesso che lo maltratta e infine si imbatte in strani personaggi che gravitano nel mondo dello spettacolo.
Spesso riflettevo sul senso di queste ultime storie.
Imbattersi in tali personaggi è davvero stupido, ma allo stesso tempo spaventoso, perché si sa in quel settore spesso non si ha scrupoli… ma il romanzo continuava e la mia curiosità doveva essere sedata, infatti proseguendo ebbi ciò che speravo di leggere.
Alla fine questo diario si conclude con un lieto fine, in cui tutto ciò che precedentemente era imperfetto ora era incomparabile.
Ma l’arte di Poggi non si spinge solo a scrivere romanzi, ma anche a smarrirsi o a ritrovarsi (non saprei), nel servizio fotografico dedicato a questo romanzo.
Viene immortalato come “Caino sulle rocce” celebre foto di Von Gloeden W., sulle rocce di Taormina e sembra sussurrare chiedere aiuto o avere un po’ di attenzione.
Di lui ho scoperto che ha scritto anche altri romanzi ma in libreria sono riuscito a reperire solo l’ultimo edito quest’anno, intitolato Passioni Diverse sempre edito dalla stessa casa editrice.
Questo libro è un romanzo breve e molto economico infatti a mio parere ne varrebbe la pena acquistarlo e leggere quanto può essere devastante avere sogni irrealizzabili ma anche scoprire che “il Marco scrittore” s’immedesima in un passeggero di un treno che incontra un’altro ragazzo, forse uno gigolò che chiede a Marco perché piange tutto solo in un vagone isolato, di notte su un treno che riga una pianura anonima e piatta.
Marco gli dice che non sono affari suoi, ma poi cambia idea lo guarda ed è incuriosito e gli chiede di parlare, preferisce fare amicizia più che fare sesso… Ma si sa l’amicizia non si chiede mai, viene da sè… infatti il ragazzo misterioso del treno lo convince a seguirlo in casa sua.
Una casa devastata dall’indifferenza, persiane rotte, porte logorate, scarsa igiene, ma Marco si sa nota la parte superficiale dell’incontro. Non nota ciò che sarebbe accaduto o ciò che stava per accadere.
Il ragazzo del treno lo fa accomodare in camera da letto perchè l’appartamento è privo di poltrone… Come sottofondo musicale si cita “Le onde di Ludovico Einaudi” e poi Marco scrive che capisce, capisce che sta arrivando “il momento”.
Quel momento che lui definisce: “angusto e spaventoso”, si tramuta in un amplesso violento e piacevole. La scena viene descritta con pudore e attenzione.
Sono curati i dettagli (tipico stile di Marco Poggi).
Dalle piccole cose, si passa al problema dell’essere o non essere, a comprendere l’esatto contrario del sesso, l’amicizia impossibile tra due uomini ed infine Poggi anche qui, dopo la tempesta del Pascoli tanto citata ovunque ma essenziale per descrivere certe situazioni, vi è la pace.
Una serenità, simile all’effetto della droga, come assuefatto descrive di aver raggiunto la propria serenità, udendo il rumore, il ticchettio dei tasti, della propria macchina da scrivere.
Credo sia il più bel significato della vita che abbia mai letto.
Anche se spesso è soggettivo, l’importante è trovarlo, capirlo come è avvenuto a Poggi che ho ironicamente e simpaticamente soprannominato Werther.
Trackback Uri



Bella recensione, complimenti mi è piaciuta molto
Ottima recensione, anche se a dire la verità penso che il senso della vita non sia nascosto in così poco spazio… Forse si dovrebbe pensare più spesso che la vita è preziosa e non si deve guardare solo al superfluo. Va vissuta come se ogni giorno fosse l’ultimo.. non vi pare??
Anche io l’ho letto, mi è piaciuto. Visto che è dedicato a Ferzan Ozpetek, speriamo di vederlo al cinema..
Questo romanzo non l’ho acquistato, me l’hanno regalato per il mio compleanno. L’ho letto in 4 ore. Mi ha commosso, devo dire la verità. Non sono abituata a leggere dei romanzi gay, ma questo ad essere sincera, mi ha smosso un desiderio strano, quello di acquistare altri libri a tema. Forse non saranno così intensi e passionali ma almeno mi faranno conoscere un mondo nuovo che ancora non conoscevo e che forse pregiudicavo a priori. Poi ieri sera su LA7 ho visto l’intervista di questo autore. Mi sono emozionata perchè ho visto e sentito la voce di chi mi ha regalato queste belle emozioni! Datemi retta leggetelo!
Compratelo è meraviglioso… un incrocio tra Melissa P e Lara Cardella,