22 lug 07
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Intervista a Luigi Maffezzoli

L’ultima notte del mondo, è il titolo un po’ inquietante dell’ultimo libro di Luigi Maffezzoli.

Ventitré poesie, quasi tutte a sfondo sociale, alcune brevi altre più lunghe, come il poemetto Pandora dove, come in un film, passano immagini di guerra, di violenza sui bambini, l’11 settembre, per concludersi nella pace delle praterie argentine.

Dopo la fantascienza apocalittica di Labbra Proibite, sei tornato alla poesia. Ma le tematiche non sono molto cambiate.

In fondo gli scrittori non fanno che parlare dello stesso tema, usando forme espressive diverse.

Negli ultimi anni ho pubblicato racconti e il romanzo che ricordavi, ma in realtà non ho mai smesso di scrivere poesie.

Perché questo titolo?

Risponde a una suggestione. Era il 31 Dicembre 2001 e mi trovavo a Garda, una giornata quasi primaverile, con bancarelle natalizie, fuochi artificiali e tanta gente in giro. In quelle stesse ore i nostri soldati sbarcavano in Afghanistan e il crollo delle Torri Gemelle era solo di pochi mesi prima. Così, di getto, ho scritto la poesia che da il titolo al libro, sovrapponendo quell’immagine di pace alle minacce della guerra e del terrorismo che stavano cambiando in modo irreversibile la nostra vita tranquilla e troppo inconsapevole.

Qualcosa di simile hai fatto con Pandora.

Infatti, l’avevo scritta qualche settimana prima e in fondo tratta lo stesso tema.

Si parla espressamente dell’11 settembre. In seguito l’ho integrata con le strofe dedicate all’Iraq. Anche qui la violenza e la guerra vengono contrapposte alla pace rurale, in questo caso della pampa argentina.

Ci sei mai stato?

Purtroppo no, ma ero rimasto colpito da una descrizione che me ne aveva fatto un’amica. E’ a lei che mi sono ispirato per il personaggio di Pandora.

Per la distribuzione hai deciso di affidarti ad internet, attraverso il sito di Lulu. Fiducia nelle nuove tecnologie o sfiducia nella distribuzione tradizionale?

Ho voluto sperimentare questo nuovo canale. Il libro è anche disponibile presso la sede della Comuna Baires e in alcune librerie. La distribuzione è sempre un problema per gli scrittori emergenti, anche se io sono un emergente ultra cinquantenne. Lulu è una bella idea, permette di pubblicare senza costi eccessivi e di farsi conoscere. Naturalmente non basta, quello che conta innanzitutto e avere qualcosa da dire, e non soltanto, parafrasando Fitzgerald, da dire qualcosa.

Tornerai alla narrativa?

Sto lavorando da oltre due anni su una storia, quasi un giallo, la protagonista sarà una giornalista, ti assomiglia anche un po’.

Le donne sono spesso protagoniste dei tuoi libri. In particolare in quest’ultimo in molte poesie.

Le donne sono grandi ispiratrici. Che potrebbe fare un poeta senza di loro?

Luigi Maffezzoli ha 54 anni, è nato a Berna ma ha sempre vissuto a Milano e dintorni. Sindacalista da quasi 30 anni ha pubblicato libri di poesie e di racconti e, nel 2005, il romanzo di fantascienza: Labbra Proibite.

Un’ampia esposizione dei suoi libri si trova nei siti LuigiMaffezzoli.it

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