Le poesie milanesi di Valentina Barbano
Recensione di “SCHIUSO”, 2007 Editori della Peste
Oltre 180 pagine di poesie, deliri, scoperte, invettive e dolori. Valentina è giovane, ma ha vissuto intensamente, dalla campagna piemontese, dove vive tuttora, a Monza dov’è nata 25 anni fa (ma avrebbe voluto nascere in Giamaica scrive nella nota biografica), alla Puglia, a Milano, città protagonista di gran parte delle poesie del libro, alla Germania, dove ha imparato a suonare la chitarra.
Nella poesia “Non si può vendere fiori” In pochi versi Valentina ci da il suo quadro desolante della città, impazzita per il traffico, dove la gente non fa che correre, i rapporti interpersonali sono solo di circostanza e anche i sentimenti diventano business.
Le sue pennellate non descrivono, graffiano, non puoi restare fuori ai suoi versi, ti aggrediscono, la sua rabbia e i suoi dolori diventano anche tuoi.
Valentina non è un’autrice di poesie è le sue poesie, l’oscurità e la luce delle sue poesie, l’ermetismo e la chiarezza, il pessimismo cosmico e sprazzi di allegria e di comicità.
Le poesie di Valentina non sempre le capisci ma ti prendono lo stomaco e tu rivivi i suoi sentimenti di dolore, di gioia e d’amore senza alcuna mediazione, neppure letteraria.
Ed è quello che l’arte dovrebbe fare sempre.
Luigi Maffezzoli
Valentina Barbano
SCHIUSO
Lo si trova nel sito degli Editori della Peste:
Non si può vendere fiori
Ci sono solo macchine
e impossibilità a muoversi
per le strade.
Solo sensi unici
divieti
costrizioni
parole per l’ora di cena
e parole per l’ora di pranzo.
Questi fiori
sono stati spezzati e messi in vendita
come le puttane.
Non si può vendere fiori
nessuno lo sa.
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