L’arte mi ha salvato la vita
Molto spesso nessuno si accorge del lavoro di un artista, salvo poi scoprirlo dopo il suo decesso.
Dopo la sua morte il mondo scopre quella persona e la sua arte, si impegna in una lettura ‘lettura più attenta’ delle opere attraverso mostre e studi e improvvisamente scopre con rammarico che egli non c’è più. L’arte e la vita di Marvin Franklin rappresentano perfettamente questi accadimenti.
L’artista americano Marvin Franklin (1952 – 2007), era un oscuro lavoratore della metropolitana di New York, è morto ammazzato mentre svolgeva il suo lavoro, durante il turno di notte come aveva fatto per 22 anni, il 29 aprile 2007.
Le sue opere (disegni, stampe e dipinti) sono tutte dedicate al mondo sotterraneo della metropolitana di New York dove ha passato gran parte della sua vita sia come dipendente che come pendolare. La maggior parte delle opere raffigurano persone senza fissa dimora.
L’artista era una volta egli stesso senza fissa dimora.
Marvin ha disegnato per anni con una penna a sfera nella metropolitana di New York, con un tratto libero e sciolto, scarabocchiava velocemente per poi magari rielaborare i suoi bozzetti a colori con guazzi o acquerelli bellissimi a metà strada tra realismo e di una espressività rinvigorita e originale.
Penso a lui spesso quando disegno a inchiostro, perché il mezzo che usava con un tale senso di familiarità ha nel suo stesso cuore una contraddizione: Il segno definitivo di una … leggi ancora dalla fonte originale “L’arte mi ha salvato la vita”.
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