Ricetta per una rivoluzione
- percentuale di persone indigenti importante (non si fanno le rivoluzioni a pancia piena);
- delegittimazione di ogni forma di comunicazione base-verticale e/o interruzione del dialogo dirigente/cittadino;
Preparazione:
- ridurre uno stato ad un avanzato livello di indigenza, evitando manovre di rilancio economico, aumentando il costo della vita e diminuendo il potere di acquisto;
- lasciare che ogni manifestazione ed ogni altra forma di protesta resti inascoltata;
- cuocere a fuoco lento q.b.
- servire caldo.
Sono stronzate. Lo sai bene. Quello che non capisco è come è possibile che siamo arrivati qui.
Quando ero piccolo mi chiedevo chi costringesse un primo ministro a dimettersi quando le cose andavano male; non è che venissero i gendarmi a portarlo via, semplicemente questo diceva ho capito che non ci riesco, che non posso o che caspita ne so io, ma è meglio che governi un altro per il bene del popolo.
E io mi dicevo (da piccolo) ma se non lo obbliga nessuno, perché lo fa?.
Perché non sta lì lo stesso, magari … leggi ancora dalla fonte originale ricetta per una rivoluzione.
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