La Quaresima e la carne
La Quaresima segna i giorni che passano dalla fine del Carnevale alla Pasqua. Quaranta è il numero che ricorre sistematicamente nella storia biblica e la Quaresima è dedicata dai Cristiani all’emulazione dei quaranta giorni di digiuno, passione e morte di Cristo.
In questa parte dell’anno l’obbligo religioso prevede l’astensione dai cibi più golosi, e per questo i nostri nonni impersonavano la Quaresima con una vecchia donna ossuta e vestita di nero, che faceva gran contrasto con la figura del grosso e rubicondo Carnevale.
Durante il regno di Carlo Magno (VIII sec.) la trasgressione di mangiare carne era addirittura punita con la pena di morte e la Chiesa, al fine di “aiutare” i fedeli ad osservare il digiuno, vietava ai macellai (salvo al sabato dopo Vespro) la vendita delle loro mercanzie.
Viola è la tonalità che identifica i paramenti sacri della Quaresima, ed è per questo motivo che il viola viene ancora visto dai più scaramantici come un segno di privazioni e sfortuna.
Fino a solo cinquant’anni fa in Quaresima era imperativo mangiare di magro, la lista di cosa portare in tavola non lasciava grande … leggi ancora dalla fonte originale La Quaresima e la carne.
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