Tassazione in Spagna:caratteristiche e a chi affidarsi

Quando si sceglie di intraprendere un percorso imprenditoriale si può valutare anche un Paese esterno all’interno del territorio dell’Unione Europea, soprattutto prendendo in considerazione il regime fiscale e le eventuali agevolazioni in termini di tassazione.

Sicuramente, quando si sceglie di andare oltre confine per avviare una propria attività è indispensabile raccogliere tutte le informazioni necessarie per evitare di impelagarsi in grane che, nel peggiore dei casi, potrebbero palesarsi come gravi danni economici.

Una sensibile differenza rispetto all’Italia

Tra i tanti Paesi che offrono delle valide alternative di imprenditoria, con un regime fiscale agevolato, troviamo la Spagna.

L’attrattiva per questo Paese è scaturita soprattutto a partire dal 2014, anno in cui il mercato iberico ha iniziato a dare i primi segni di crescita.

Il miglioramento delle condizioni economiche del Paese è stato reso possibile grazie ai tanti interventi mirati pianificati attentamente.

Tra questi vi sono state delle modifiche molto vantaggiose per quanto concerne il regime fiscale, oltre che delle innovazioni relative alla politica del lavoro, delle assunzioni, diminuendo il costo del lavoro e migliorando la flessibilità occupazionale.

Il Governo ha infatti messo a punto delle normative in grado di incentivare e incoraggiare gli investimenti in determinati settori.

Al contempo, con il prioritario scopo di ridurre sensibilmente la disoccupazione, ha promosso degli sgravi fiscali per le assunzioni.

Per quanto concerne la pressione fiscale, in Spagna si registra un’aliquota variabile tra il 20% e il 30%, nettamente inferiore rispetto a quella vigente nella penisola italiana.

Infatti, se nel caso dell’Italia sull’impresa grava l’IRES (circa il 27%) e l’IRAP (attorno al 4,5%) con un’imposizione complessiva che può raggiungere il 55%, nel caso della Spagna la tassazione riguarda solo l’IRES.

Questa imposta, su territorio spagnolo, ha un’oscillazione tra il 20% e il 28%.

Dati alla mano, quindi, la tassazione spagnola è sicuramente più bassa rispetto a quella italiana, e per questo tantissimi imprenditori valutano seriamente la possibilità di direzionare il proprio investimento sul territorio iberico, soprattutto nel caso in cui l’attività peculiare della loro azienda glielo consenta.

Investire in un Paese estero: a chi rivolgersi?

Indubbiamente, indipendentemente dal fatto che si stia operando in Spagna piuttosto che in altri Paesi, è indispensabile, prima di avviare un’attività, conoscere in modo approfondito il regime fiscale del Paese nel quale si sta scegliendo di intraprendere la propria idea di business.

Per poter soddisfare questa prerogativa è necessario rivolgersi a del personale competente ed esperto in materia che possa aiutare nella corretta pianificazione fiscale, è il caso quindi di consulenti specializzati, commercialisti, consulenti del lavoro etc.

L’ideale, se si è italiani, è quello di scegliere qualcuno che conosca perfettamente la lingua e che sia in grado di spiegare per filo e per segno tutta la normativa spagnola, evitando così fastidiosi fraintendimenti correlabili proprio ad incomprensibilità lessicali.

Sul territorio spagnolo, per soddisfare la crescente necessità di affiancare gli imprenditori, sono nati moltissimi studi specializzati sia in materia fiscale sia in diritto del lavoro.

Il connubio di queste due specializzazioni si palesa come un punto di innegabile forza e affidabilità, tali da poter sgravare l’imprenditore da tutta la complessità burocratica atta all’avvio della propria azienda.

Al contempo, disporre di professionisti qualificati e affidali, in grado di occuparsi della parte fiscale e civilistica dall’azienda, consente la possibilità di concentrarsi unicamente sul business e sul buon esito della propria attività.

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