16 apr 07
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Tempo addietro quando regnava ancora una cultura contadina, il Natale coincideva con un periodo dell’anno che concludeva un ciclo di raccolti e pertanto concedeva, a chi lavorava i campi, un lungo periodo di riposo.

Era dunque l’occasione giusta per incontrarsi al caldo, nel tepore delle semplici abitazioni per scambiarsi gli auguri di Natale e godere della compagnia di parenti e amici gustando i semplici prodotti della terra magari bevendo un bicchiere di vino genuino.

Il Natale era sentito come una festa intima e spirituale fatta di amore e semplicità, ben lontano dunque dal Natale consumistico dei nostri giorni , fatto di costosissimi doni e manicaretti raffinati.

Le donne la sera della Vigilia erano tutte affaccendate in cucina a preparare quello che la terra offriva: patate, conigli, polli e capponi ripieni; mentre gli uomini preparavano grossi ciocchi di legno da ardere nel camino per tutta la notte creando un dolce ed intimo tepore.

Molte persone giravano per le strade , nonostante il freddo o la neve, cantando e suonando in allegria fino alla Messa della Mezzanotte cui tutti partecipavano con devozione e dopo la quale si scambiavano gli auguri e qualche semplice dono.

Nel giorno di Natale ci si trovava ancora radunati intorno al tavolo per consumare un pasto fatto di polenta e latte, o di tortellini e cappone ripieno nelle case più facoltose ed attendere l’arrivo di Babbo Natale pronto a portare regali a grandi e piccini.

Non vi erano luci o addobbi, nè alberi di Natale scintillanti, l’unico addobbo era costituito da un semplice Presepe fatto di sughero, muschio e sassolini per le strade.

Il Bambino Gesù, fatto di gesso, veniva posto in una mangiatoia come vuole la legenda, in una capanna di cartapesta attorno alla quale si intonavano le canzoni.

Per rendere l’atmosfera simile a quella di un paesino di montagna, il tutto veniva spruzzato di candida farina.

Le festività si concludevano con lo scambio dei regali di Natale la rappresentazione della processione dei Magi che consegnavano doni al Bambino Gesù, mentre il Capodanno veniva rallegrato da un gran falò cui di solito partecipava tutta la popolazione.

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