Elogio del declino in un’Italia povera e depressa
Si è fatto un gran parlare degli articoli apparsi prima sul New York Times e poi sul Times, quasi telefonati che dipingono un’Italia volta al declino.
Questi articoli sono una benedizione, finalmente non dipingono il nostro paese come il paesello del Bengodi dove tutto è bello e puoi fare tutto ciò che vuoi, il nostro paese di ciò non potrà che giovarsene.
Un’Italia che viene segnalata povera e depressa farà ridurre gli ingressi di molti stranieri che spesso sono attratti dalle voci che per anni hanno accompagnato l’idea di un’Italia facile dove c’è posto per tutti.
Non è così non c’è posto per tutti è positivo che si facciano pochi figli, il rapporto numero di abitanti e densità nel nostro paese è tra i più alti del mondo, la casa è affollata, i dati per chi voglia cercarli lo dimostrano.
Il declino sarà inevitabile ma non per questo è una cosa negativa, l’idea del declino che hanno i più autorevoli commentatori economici è legata all’ambiente finanziario, ben venga questo declino, che finisca la rincorsa al debito per l’auto nuova o la casa acquistata con mutuo variabile, all’inizio sarà dura, alcuni diventeranno nevrotici.
Si dovrà di nuovo fare i conti con cittadini da troppo tempo assopiti e rincoglioniti dai media che cominceranno di nuovo a rivendicare i diritti che anche un’immigrazione clandestina e forse pilotata hanno cercano in questi anni di demolire nel nostro paese, inducendo a calo dei salari, falsa moralità verso i più diseredati, la nascita di associazioni di tutti i tipi che succhiano denaro allo stato e la lista sarebbe infinita, viva il declino ben venga e che se ne prenda atto con fiducia.
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d’accordo con il grave problema demografico; è pur vero che non mi piace rassomigliare al bangladesh per limitare l’immigrazione clandestina. il cancro italiano si chiama impunità. 1/3 dei proventi italiani sono malavitosi, altro che demografia. è pur vero che, come nella sinistra (quale?) si sono introdotti talmente tanti arrivisti e parassiti che un’epurazione era prima o poi auspicabile. ben venga quindi se il metodo si estende all’intero paese, e perchè no all’intero pianeta!
come ci si riduce, per cercare di non vedere la propria miseria mentale secolare, la propria sudditanza pecorosa alla conservazione dei “valori” della “propria” tradizione; e proprio così, da sempre, in Italia ci si ritrova carponi a difendere il diritto della ius primae noctis (che “valore”!) del “proprio” aguzzino…
come si fa a non capire che stiamo vivendo un’epoca che potrebbe essere straordinaria e non di declino e che solo la nostra ottusità la fa tale…
come si fa a non capire che agli immigrati è il paese di accoglienza che dà forma, la sua forma: un paese colto e che vuole futuro accoglierà gente piena di speranza e voglia di progredire e trasformarsi; un paese ottuso, rezionario, corrotto attirerà ladri o, nel “migliore” dei casi, disperati….