Vendita medicinali veterinari on line

La vendita dei medicinali veterinari on line è sempre stato uno degli argomenti più discussi, insieme alla vendita di medicinali classici. Questo perché si è pensato inizialmente che essi potessero fomentare un mercato nero proprio come accade per i farmaci classici.

E’ bene ricordare che alcuni particolari medicinali per animali, se combinati, potrebbero portare benefici anche all’uomo e di conseguenza spesso utilizzati inconsapevolmente al posto delle classiche cure, perchè magari molto più costose.

Ecco quindi che con l’avvento di internet, si è trattata la regolamentazione di medicinali online, prima per l’essere umano, e recentemente anche per gli animali.

Questo per evitare un altro fenomeno molto diffuso in gran parte dei paesi europei, tra cui sfortunatamente anche l’Italia, la cosi detta resistenza antimicrobica.

 

La resistenza antimicrobica

 

Quando si parla di antimicrobici si intendono tutte quelle sostanze che sono in grado di contrastare i microrganismi sia sul nascere, sia bloccandone la prolificazione.

Esse sono indispensabili in campi come l’allevamento o l’agricoltura, tuttavia se si abusa di questi medicinali, i microrganismi diventano sempre più resistenti, e quando si svilupperanno in una forma ancora più forte, non ci sarà possibilità di combatterli con i metodi tradizionali.

Questo discorso vale in primis per gli animali, ma anche per l’essere umano, che comunque ingerisce parte di quei medicinali attraverso i derivati dell’animale stesso.

Ecco quindi, che per cercare di arginare la diffusione e l’aumento del problema, gli stati europei, hanno deciso di controllarlo alla base, e cioè nella regolamentazione dei farmaci veterinari.

 

La decisione iniziale degli Stati Membri

 

All’inizio della discussione tra gli stati europei, non ci furono obiezioni su cosa fare.

Si decide infatti di dare piena libertà alla vendita di medicinali veterinari online, riflettendo sul fatto che questo potesse semplificare alcune procedure burocratiche da attuare da parte di allevatori.

Gli allevatori infatti, erano quelli che traevano maggior vantaggio da questo genere di apertura, in quanto consentiva loro di scegliere a propria discrezione la tipologia e la quantità di medicinali da utilizzare sul proprio allevamento.

Ecco che però qui iniziano a sorgere dei problemi.

Questi medicinali veterinari tendono a combattere i microrganismi quando questi sono già in circolo e perciò andrebbero somministrati solo nel caso in cui l’animale presenti evidenti segni di infezione.

Ciò che invece si è iniziato a fare è stata una sorta di prevenzione: di fatto il medicinale veniva somministrato a tutti gli animali indistintamente pensando, in maniera errata, che nessuno di essi venisse colpito.

Come capita però con l’influenza, che torna ogni anno più forte, alcuni microrganismi si sono evoluti e ciò porta spesso ad un’infezione collettiva ancora più grave.

Inoltre come accennato sopra, se l’animale ha in circolo medicinali che non sarebbero dovuti essere immessi, anche l’essere umano ne risente.

 

La decisione finale degli Stati Membri

 

Ecco quindi che recentemente, nel giugno 2018, l’Europa è tornata sui propri passi limitando la vendita dei medicinali veterinari solo ed esclusivamente per animali, così detti da compagnia, come volatili, roditori e così via.

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