Il cante flamenco
Nel cante flamenco è importante fare una prima suddivisione tra il cante jondo o grande e il cante chico.
Il primo viene associato al concetto di canto flamenco puro, è l’espressione profonda, dolorosa e drammatica.
Lo si riconosce nella seguiriya, nella soleá, nella toná.
Ma non vi è solo dolore e morte.
Col cante chico si esprime allegria, gioia, e gioco come nella alegrías, bulerías, tangos e tutti i loro derivati di carattere più leggero. Non parliamo, quindi, solo del canto rauco, cupo, lacerante dei gitani di Spagna.
Il cante inoltre si distingue in cante libre e cante a compás.
Il primo non è sottoposto ad una cadenza ritmica, mentre il secondo è legato ad una scansione musicale determinata.
Un’ulteriore differenziazione va fatta tra cante de alante, nel quale il protagonista assoluto è il cantaor, spesso accompagnato dal chitarrista stando seduti nella parte anteriore (de alante) e il cante de atrás, pensato per il baile.
Difatti, per lasciare spazio ai virtuosismi del bailaor, la disposizione sulla scena è posteriore (de atrás).
Il cante trasmette sensazioni che possono comportare moti di spirito, stati emozionali forti e rapimento. Fernando Quiñones disse: [...] el cante no se entiende, se vive [...]” (il cante non si capisce, si vive). Non è importante il testo del canto ma come lo si canta.
Attraverso le narrazioni orali tramandate di generazione in generazione, si può dedurre che il cante si costituì con una funzione comunicativa o associativa, priva di accompagnamento musicale.
Alcuni esempio sono: il pregón, l’annuncio gridato per le strade, la toná, denuncia di persecuzione, tortura e morte, la carcelera, il lamento dei carcerati, la alboreá, il canto nuziale dei gitani, la chufla, lo scherzo allegro predecessore della bulería. Nascono tutti da un’esigenza di compartecipazione delle emozioni tra l’individuo ed il gruppo di appartenenza.
I destinatari del canto sono un pubblico ristretto, come la famiglia, il gruppo, la comunità, riuniti per determinate occasioni come battesimi, matrimoni, feste varie, e in determinati contesti, la casa privata, il patio, la venta, il tabanco, il luogo di lavoro.
Anche se la società gitana ha sempre cercato di tenere tra i propri confini la tradizione canora basso-andalusa, negli ultimi decenni, soprattutto per ragioni di tipo commerciale, il cante ha subito una netta e repentina trasformazione.
Per adattarsi alle tendenze alla modernità hanno, si è arrivati ad una semplificazione nell’esecuzione formale, alla prevalenza dei generi leggeri, all’innalzamento della tonalità, alla fusione con altre tradizioni musicali, all’utilizzazione di nuovi strumenti quali le percussioni, il violino, il flauto, il pianoforte, il basso.
Se si ha voglia approcciare il mondo del canto o della danza, di cui il flamenco fa parte, il consiglio è sempre quello di informarsi prima per non farsi illusioni.
Ovviamente una lezione di prova è importante farla, fonte per le informazioni http://www.farala.org/
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